Ingegnere

Faccio mio un motto che gira su internet: senza ingegneri, la scienza sarebbe filosofia.

Per me e intorno a me quanto affermato da Heisenberg (Meccanica Quantistica), Einstein (Teoria della Relatività), Gödel (Teorema dell’Incompletezza) e Susskind (quest’ultimo afferma con la Teoria delle Stringhe che fa semantica solo chi si afferma sulla superficie della sfera) vale come modello.

OPERATIVAMENTE le donne intorno a noi funzionano così, stop.

A livello di campioni statistici significativi, il sesso è ciclico con cadenza quotidiana e quindi si possono applicare le Trasformate di Laplace, con ω questa stessa pulsazione e dove σ è la frequenza di cambio partner (o il decadimento dei rapporti occasionali), per ottenere semplici equazioni lineari che spiegano il funzionamento del sistema (Teoria dei Sistemi). E la soluzione ottimale di massimo benessere locale si trova poi con i metodi di Ricerca Operativa.

Anche nella massima stagflazione e nel massimo individualismo è possibile la Creazione di Valore, che poi è la vera grande legittimazione dell’ingegnere.

Se il Poli oppone una gerarchia inamovibile, la richiesta dal basso non è di ulteriore gerarchia ma di soluzioni individuali e familiari, eventualmente aziendali.

Le donne ingegnere, messe da parte le velleità di facili guadagni da predatrici proposte dal Poli nel ’90, perché semplicemente non hanno funzionato, possono arricchire molto l’ecosistema con cultura e capacità di calcolo per aumentare, anziché diminuire, questa volta, la capacità locale di sublimazione, necessaria sia al ciclo del sesso, sia a uno sviluppo sostenibile.

La donna ingegnere non fa più paura perché la razionalità del Poli garantirebbe la di lei capacità di essere predatrice castrante; al contrario lei sa – aldilà delle scelte personali – che le equazioni che lei condivide hanno come soluzione donne yin, monogamia, sesso appagante e armonia almeno locale.

The times they are a-changin’

Il titolo è anche una canzone famosissima di Bob Dylan degli inizi.

La seconda Rivoluzione Sessuale e la facilità attuale di trovare partner occasionali, semplicemente ci permette di tornare a ragionare col cervello, laddove invece sulle prime potevamo essere un po’ spiazzati da donne un po’ troppo predatrici che, obbligandoci alla risposta maschia, distoglievano sangue dalla nostra testa.

È semplicissimo

Il maschio ha l’immane problema che se desidera gli diminuisce il sangue al cervello per andare altrove e quindi il femminile riveste facilmente per lui il valore di Assoluto. La femmina quindi gestisce con magia questo capitale.

La Scimmia è fondamentale per il consenso nella Civiltà perché se lei non giocasse un po’ con gli scarti e se lei non provasse, il sesso non sarebbe sufficiente alla soddisfazione globale ciclica.

Il discrimine è solo se lei ha come punto di riferimento Dio oppure al contrario il sesso. Nel primo caso è la compagna ideale della tua vita. Se no è una donna di malaffare.

Troppo tardi

Io volevo spiegare tutto questo al mio istruttore italiano fascista di Kung Fu ma purtroppo quando l’ho conosciuto era già troppo tardi perché il gonfiore della faccia e dell’ego si erano ormai innervati,  causa violazione del posteriore da parte di un prete quando lui era piccolo.

Quanti

Le femmine scambiano energia per pacchetti, detti “quanti”, perché ogni dialogo deve essere una transazione che si apre, in cui si ha uno scambio, e poi si chiude. In certi casi la transazione può scatenare un po’ di luce, se si ha la liberazione di un fotone. Ogni quanto scambiato è un’unità di carisma femminile in un mondo sessuato.

Einstein non accettava la logica sostanzialmente stocastica della Meccanica Quantistica dicendo che Dio non giochi a dadi. Ma gli sfuggivano due cose:

  1. La femmina non è Dio; Dio non gioca a dadi ma la femmina si. Lei per curiosità può starci se le risorse di carisma accumulate in precedenza siano sufficienti. È grave invece che il padre della Teoria della Relatività non riesca a relativizzare le femmine.
  2. Il vero problema della femmina è negare di essere Scimmia e cioè che le piaccia la posizione del frutto proibito al punto di fregarsene delle conferme sociali.

La stronza è quella che ammette di far parte della materia oscura dell’Universo e di non temere di spaventare il maschio. Lei trova soddisfazione sessuale senza sostenere l’ideale di femminilità maschile.

Lei è la Scimmia. Mettiamo subito in chiaro una cosa. Nemmeno se tutti i maschi si mettessero miracolosamente d’accordo, le risorse maschili sarebbero sufficienti a delegittimare /curare/controreazionare la Scimmia.

L’approccio, individuale, deve essere l’opposto. Le botte subite ti hanno gonfiato la faccia e anche l’ego. Tu sei in contatto con Dio se invece riesci a sgonfiarti e a sentirti un puntino nell’Universo.

Io amo mia moglie perché mi dà la forza di combattere e perché crede in Dio.

Comfort zone

Il maschio può essere ritardato quanto gli pare ma – almeno nelle situazioni sociali – alla sua freccia azzurra non corrisponderà mai un cuoricino rosa.

Da Eva in poi, socialmente, la donna afferma di essere di più del semplice sfogo sessuale animale maschile. Lei è infatti legittimata nelle situazioni sociali in cui lui le fa fare bella figura dimostrando proprio che lei è di più del semplice sesso.

La comfort zone femminile si trova quindi di preferenza in rapporti monogami in cui vengano rispettate le disparità nel reciproco piacere con un periodo pari a una settimana.

E durante la settimana lei giocoforza transitera’ su traiettorie impredicibili ma modificate dall’osservatore e su orbitali che dipendono solo dalla di lei energia interna.

La Fata Turchina? Risolta

Fintanto che Geppetto era vivo, lui poteva nascondersi all’ombra della Fata Turchina che restava comunque un femminile irrisolto causa possibile Edipo. E lei non aveva scelta se non identificarsi in Geppetto proprio a causa della fragilità di Geppetto e a causa delle di lui botte.

Ma ora Geppetto è morto. E quindi lei si può identificare in chi vuole lei. Quindi io non devo più difendere lei che mi toglie riconoscimento. Risolta.

Socialmente probabilmente si nasconderà dietro un dito parlando di Edipo e mi fa solo ridere. Ma d’altronde, qual è la donna che per un motivo o per l’altro non se la racconta di essere inarrivabile?

Lo svantaggio

Se il padre ammette pubblicamente di essere povero e di accontentarsi della rivalsa sessuata di potere, il figlio che voglia a tutti i costi affermarsi su di lui è chiaramente un povero di spirito. Ecco perché chi è laureato è svantaggiato socialmente.

Non ti resta che affermare forza yin perché affermarsi sul padre è un di cui ma il vero goal è la Creazione di Valore.