Vedo

Il sesso è una necessità e comunicando (e trombando) lo neghiamo. La necessità di identificarsi nel giovane di valore ne consegue immediatamente: in tal modo negazione,  rimozione,  sublimazione,  identificazione e legittimazione vengono molto più facilmente.

Il potere del vecchio non si identifica e “giocando a zona” crea mille mulini a vento da abbattere per il giovane che vuole risolvere il conflitto edipico/generazionale.

Ma al punto in cui siamo, avendo io già risolto i problemi genitoriali col Maestro ex ante, dov’è il potere del vecchio? Nel negare di essere morto?

Io sto on culo al vecchio,  è ufficiale.  E io ci godo.

Ripresa

Mio figlio mi ha chiesto perché io rimanga perplesso dalla politica di Renzi di far ripartire l’Italia favorendo i consumi con i famosi 80 € in più in busta paga.

L’Italia può invece secondo me ripartire con investimenti industriali che fanno ripartire il B2B,  promuovono assunzioni e solo alla fine del ciclo aumentano i consumi. Se poi gli investimenti sono in informatica attraendo Cisco, AMD, Google, Intel, Microsoft,  Apple,  SAP, VMWare, IBM facciamo bingo.

Ma perché questo non succederà mai? Perché investire vuol dire lavorare, mettersi in gioco e rischiare la poltrona sulla base della maggiore abilità e migliore tecnologia del giovane. Apriti cielo! Centomila volte meglio il fallimento dell’Italia. Il Poli docet.

La malattia del capitalismo è che non sopravvive senza un nemico, dalla caduta del muro in poi (1989) e non riesce a rinnovarsi. L’Italia è il laboratorio fallimentare del capitalismo in crisi. Il Poli è il lacchè del capitalismo in crisi e distrugge valore a dismisura.  Ma che senso ha essere ingegneri,  oggi?

Ambiguità del Maestro

Il Maestro lasciava alcuni aspetti in un’aura di ambiguità.  Per esempio insegnava l’undicesima e la dodicesima liberazione ma non l’undicesima o la dodicesima applicazione. Poi diceva che il vero campione è quello che riesce a tirare quell’ultimo calcio che nessuno si poteva più aspettare. Quindi c’erano aspetti lasciati all’abilita’ è alla creatività dell’allievo.

La violenza e la stronzaggine del capo sono legate al fatto che il suo potere e quindi la compensazione per la propria inferiorità valgano in un ambito ristretto tipo il Poli, la Banca, la palestra o l’Azienda. La troia di potere si rassegna perché nessuno si affermera’ sul capo, legittimandola.

Il Maestro imponeva di rispettare i parenti/genitori. Lui era ottavo dan laddove esistevano Maestri di livello più alto.

Secondo me, ha lasciato uno spiraglio perché potesse essere teoricamente battuto.  Da chi? Da chi avesse ben chiaro che i genitori anagrafici non avessero le risorse per gestire un conflitto edipico/generazionale, come tutto il Poli messo insieme dichiara col 109.

Solo l’allievo che si fidasse di proiettare sul Maestro la figura paterna – di norma sfuggente – e di affrontarlo sul campo del Tai Chi e del Kung Fu, della serie “o si vince o si muore”, avrebbe avuto quell’unica possibilità di batterlo. Opportunità che io ho colto, risolvendo l’edipo,  salvandomi la vita, uscendo dalla prigionia marziale, affermando la nuova tecnologia,  affermando la rete al posto della gerarchia e in sostanza salvando sia la civiltà che il mondo. Il mio segreto? Puntando sulla libertà e non sul potere, sono stato molto più veloce e mi sono affermato sul Maestro con i genitori ancora vivi. Lui invece era imprigionato in una palestra perché, puntando sul potere, aveva battuto il suo Maestro quando i suoi genitori erano già morti.

In ogni caso è rimasto coerente fino in fondo perché il Kung Fu vietnamita prevede di colpire per uccidere solo per la libertà e per salvarsi la vita.

Se i miei genitori e il Poli, beccati, piangono, i preti non ridano perché il Cattolicesimo è un meccanismo collaudato e distribuito per sfuggire, da genitori, al conflitto edipico/generazionale.

Maschio

La gerarchia,  per il tramite di una dea monolitica e spietata,  che si prende il tuo desiderio senza sciogliersi ma dandola sempre solo al capo,  afferma con condiscendenza il potere del capo che concede o non concede lo scatto di carriera al giovane inerme.

Questa è la logica sballata del Poli, della banca, della palestra di Arti Marziali e anche dell’Azienda.

Ma se io affermo il potere del padre, pezzi di coglioni che non siete altro, mi basta che i miei figli maschi siano maschi e affermati,  nonostante l’attacco vile all’equilibrio di mio figlio primogenito, portato quando ero in un momento di debolezza.

Comunque, sono maschio in tanto in quanto i miei figli maschi sono maschi, alla facciazza vostra. Il vostro potere? Ridicolo. Io dovrei rinunciare a essere padre per le moine di una zoccola?  Ma in che mondo vivete?

Perché ho tutte le soluzioni? Perché il potere del padre è il più potente,  il più virtuoso,  il più economico tra tutti i poteri maschili. Ma anche perché ero al posto giusto al momento giusto. Il Maestro era circondato da istruttori traditori, transando tramite me il potere del padre, ha potuto mettere in salvo se stesso e tutta la sua famiglia,  senza perdere nemmeno una briciola del suo immenso tesoro.

Ma vi rendete conto che fibra? Sono 24 anni che sopporto cagate di potere senza senso senza buttarmi per terra a vomitare! Voi? Continuate pure a cullarvi nelle vostre stronzate. Sembra che più tempo perdiate, meglio vi sentiate! … ammesso che ci sia un domani per questa povera Italia…

Avendo salvato il Maestro e la sua famiglia tramite il potere del padre, probabilmente sono il figlio del Maestro,  anche se questo ormai è poco rilevante dato che la maggioranza dei suoi allievi sono morti.

Un bel combattimento

L’autistico crede che la femmina sia, come sua madre, qualcosa di monolitico,  roccioso e inaccessibile e che qualunque proprio pensiero o azione possano essere usati contro di lui. Perciò è contento di coltivare le proprie fisse e giustifica a se stesso ogni azione e ogni pensiero.

È stato quindi un bel combattimento tra lo yin e le forme del Maestro per tenere in ordine i miei pensieri e costruirmi,  da un lato, e la voglia di rivalsa e di violenza cieca proposta, dall’altro, da Sigfiga. Un po’ come nei cartoni animati quando il protagonista non sa cosa fare e si ritrova su una spalla il demone e dall’altra l’angioletto con la lira.

In gioco c’era la capacità di manipolare e di programmare gli altri, legato al l’immenso patrimonio di sapere tecnologico, di capacità di concettualizzare e di applicare il troubleshooting degli informatici italiani.

Io personalmente ho fatto la mia scelta e dimostro che una possibilità ci sia, ma ciascuno deve scegliere da sé.  La manipolazione deve essere della zoccola yang e dello psicopatico di potere o deve essere invece di competenza della donna yin che si costruisce una famiglia?

Naturalmente anch’io devo guadagnarci qualcosa dal combattimento.  In particolare,  ho risolto un Edipo molto complicato dai miei natali. La sessualità dei miei genitori,  adulti e vaccinati,  monogami o no, mi interessa a questo punto molto poco.

Violenza

La violenza è,  specie nell’Italia cattolica,  la rivalsa per essere stati violati. Il potere organizza delle gerarchie con regole ferree per lo scambio e la circolazione della droga di potere.

Chi ha il potere ruba risorse al capro espiatorio e, consapevole di mentire a se stesso,  cioè sapendo di essere matto come un cavallo, le usa per piegare la troia e per impedirle di affermare la verità,  cioè che in realtà comandi lei.

Con la FIAT uscita dall’Italia e in preda a una crisi senza sbocchi, il cappellaio matto si ritrova alla fine di fronte alle tazze sporche. Che divertente! E adesso che farà?

Yin

Ma cos’ è lo yin e cos’ è all’opposto,  l’inculata? La forza dello yin è la manipolazione buona con cui lei, standoci,  preserva la propria identità,  perché lui si innamorera’ è la proteggerà.

Ma nessuno ha il monopolio dello yin. Non io che cerco di salvarmi dall’inculata del Poli, non  Sigfiga che si fa un mazzo tanto in palestra e deve salvare il concetto maschio di guerriero alla morte del Maestro in un mondo di preti, non il Maestro che cerca di salvare la Scuola da una massa di picchiatori decerebrati.

Lo yin è Dio ed esiste nelle coppie monogame.

E con questo,  credo di aver terminato l’opera di tradurre il Maestro dal vietnamita. Bye.

Maschio e femmina

E, in sintesi,  cos’ ho imparato durante l’interrupt? Trattandosi di una palestra di Arti Marziali ho capito il maschile e il femminile.

Il maschio, rappresentato da antichi Maestri di Arti Marzial, ritiene che la propria salute derivi dallo scorrere nel proprio interno della propria linfa maschile.  Se in casi eccezionali lui ne conceda un po’ alla femmina lei deve ammettere di essergli grata e gestirla per il bene del Maestro intorno a sé.

La femmina nega invece di essere un buco desiderante perché lui non solo la desidera ma per di più la ama.

Di norma è un dialogo tra sordi che ad un certo punto affermano potere e si fanno allegramente le corna. Esiste una soluzione ciclica sul piano reale basata sulla monogamia,  ma è solo per i più bravi.

Dio

Il limite umano è che ovunque tu spinga il tuo sguardo, comunque sei limitato da desiderio sessuale e da paura di morire; ergo vedrai Dio come antropomorfo. Non c’è nulla da fare, è scritto nella Genesi.

Perché?  Perché il maschio, per salvare la propria erezione in un mondo surrettiziamente castrante, si fidera’ solo della propria animalita’. La femmina idem per non appartenere troppo a un maschio di cui non si fida al 100%.

Ci si può ricollegare al proprio vegetativo con esercizi yoga, tai chi, kung fu, etc. Il Maestro più avanti di te nel cammino sarà di norma più vecchio e più vicino alla morte. Sarà quindi molto accorto nel gestire le sue opportunità e energie sessuali e saprà dare le giuste priorità su cosa salvare rispetto alla propria morte, cioè su cosa debba sopravvivergli.

Nella gestione dell’interrupt ho imparato un mucchio di cose.

Interrupt

Il suggestivo film “Il pianista” di Roman Polansky spiega cosa sia il concetto di interrupt.  All’inizio del film Il protagonista viene interrotto nell’esecuzione di un brano a causa delle leggi razziste.  Scappa, si nasconde, vede da lontano la rivolta del ghetto di Varsavia, conosce un ufficiale tedesco che lo aiuta, viene infine salvato dai Russi che imprigionano l’ufficiale. Finisce la guerra; il protagonista ha perso la sua famiglia e riattacca a suonare dove si era interrotto.

L’interrupt si ha in informatica quando un processo a priorità più alta necessita di risorse di elaborazione. Vengono salvati il registro che punta all’area di memoria utilizzata, il program counter e tutti i registri nello stack.  Il nuovo processo può lavorare in pulito e alla fine si può ripristinare la situazione come se nulla fosse successo.

Io ho ricevuto un interrupt di priorità altissima perché il mio fratello d’armi Grande Maestro stava morendo e i suoi istruttori volevano approfittarne per regalare la sua Scuola a preti e fascisti. Ho svolto il mio compito è adesso ripristino la mia personale situazione precedente l’interrupt.