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Il grande inganno

Il grande bluff del Poli consiste nel dire che la violenza gerarchica che si può banalmente esercitare con un tratto si penna e con un 109, unito alla troiaggine delle donne in generale,  specie di quelle che orbitano intorno al Poli,  non solo impedisce la creazione di valore, ma impedisce la capacità maschile di ragionare e di comunicare i concetti.

Quindi sempre secondo loro servirebbe una gerarchia a protezione del sapere e della sua trasmissione.  La stessa gerarchia poi, bontà sua,  legittima le troie.

Tutto questo secondo loro sarebbe self evident dato che il parìa escluso non ragiona, non comunica e soprattutto non tromba.

Io invece do soluzioni civili quotidianamente, permettendo creazione di valore e il ciclo del sesso intorno a me. Sono loro invece che mandano l’ Italia in deflazione.  Smantelliamo il Poli, per il bene di tutti.

Tra le pagine chiare e le pagine scure

Cosa rimane? Gesù,  il modello di Bambino Adattato,  per rispetto verso il padre illegittimo,  cui ha spezzato il cuore semplicemente nascendo, nega di essere macho. Poi ha una serie di algoritmi,  conferme, sillogismi,  modi di dire, barzellette,  trappole logiche, ragionamenti di filosofi antichi, per risolvere le situazioni e legittimarsi come maschio anche se in famiglia e nella società si castra sostanzialmente da solo.

Dopo che Bekkario e Adele deridono pubblicamente Gesù perché non si gode la vita di maschio,  cosa rimane nella famiglia di Geppetto homo faber? Cosa rimane nella mia famiglia e nella famiglia di qualunque ingegnere o prof ingegnere pubblicamente cornuto quando io tolgo il limitatore e faccio il maschio? La dea, la Fata Turchina, che intrinsecamente valgono poco per eccesso di amanti, che risorse sociali di femminilità avranno da spendere?

La dea e il prof ci guadagnano da 25 anni nel deridere il mio limitatore ma io do loro ragione e lo elimino.

Nelle famiglie dell’homo faber, al Poli, in parrocchia e in Italia, rimane lo zero assoluto.

Togliersi il limitatore vuol dire rassegnarsi all’evidenza che il padre homo faber della vecchia generazione è solo un gay cornuto e fallito e che la madre dea è sostanzialmente morta nell’essere supina nei confronti di violenza familiare e rivalsa sessuata. Difatti è sotto gli occhi di tutti: sono i modelli rappresentati da Bekkario (o Zikio) per la parte maschile e da Adele per la parte femminile.

I fascisti e la droga

La dea tira al gregario un calcio al fegato. Lei gli tira addosso la condiscendenza e perciò lui non dovrebbe aver paura.  Ma una troia del genere fa scappare la fantasia ed ecco che il gregario si trova un fegato grosso così. Perché la vera paura è perdere la fantasia.

La soluzione c’è ed è marziale e sì basa sul controllo del desiderio facendone pubblicità. In alternativa c’è la Chiesa che salva il fegato dei mediocri con la droga che non bisogna aver paura dei preti.

Il fascista, a differenza del parrocchiano medio, fa il furbo e si droga di nascosto della vergogna di aver paura. Infatti va in giro a fare il macho.

Fascisti,  fatevi furbi! Quella che spaccia la Chiesa è eroina purissima, cioè la droga con cui la dea ti copre nella tua paura della dea stessa finché non finisci a fare discorsi a vanvera basati non su concetti ma solo su assonanze.  Con l’irrazionalismo non si ha felicità.  Si ha felicità se costruisci il tuo mondo basandoti sul controllo del desiderio.

Le linee di campo di un dipolo elementare sono chiuse su se stesse. La lesbo e la dea in generale sono autoreferenziali.  La fiducia reciproca in questi casi è pura follia. Chi si fa gregario della dea, preti o non preti, è solo suicida.

 

 

Tradotto in italiano

Parlando dell’Aquila mi sono espresso in cinese.  Ora ve lo dico in italiano.  Cattolici fatevi furbi, basta deadlock con il Poli.

Un’autorizzazione scientifica a mettere sotto lo schiaffo la femmina semplicemente non esiste. Anzi Heisenberg,  Godel e Einstein affermano metaforicamente l’esatto contrario. Al massimo come afferma Susskind fa semantica chi si afferma.

Quindi un Bekkario che da stronzo si afferma su di me dandomi 109 purtroppo fa semantica.  Mi spara col cannone e dà alla troia pazza Adele facoltà di bombardare il mondo intero con le proprie cagate. E le di lei cagate fanno semantica perché fanno scappare la fantasia a tutti mentre lei semplicemente dichiara l’ovvietà che nessuno possa imporle di starci.

Al Poli mi sparano col cannone perché banalmente sono dei froci di merda e io che non dipendevo e non dipendo da loro per la mia conferma,  li spavento giustamente da morire.

Quindi non esiste un’antinomia tra scienza e religione.  Dio è antropomorfo,  c’è scritto nella Genesi. Ovunque volgi il tuo sguardo vedi te stesso o l’oggetto del tuo desiderio.

Esistono persone morali e persone immorali. Persone e istituzioni che creano valore e altre persone e istituzioni che invece lo distruggono. Donne che ti fanno scappare la fantasia e altre che invece sono monogame. Ci sono i pedofili e invece ci sono persone che proteggono la loro famiglia.

Cattolici, per gestire il mondo di oggi bisogna solo aver chiaro un concetto: il kernel è il sesso e il logos nega l’evidenza. È per gestire questo concetto non c’è nessun bisogno del Poli come dimostrato dalla stagflazione attuale.

La forma dell’Aquila

Se il Maestro si è affermato su di me vuol dire che sapeva che avrei potuto batterlo.  Viceversa avrei solo dovuto impazzire ma il Maestro non era cattivo a tal punto.

Quindi lo supero. Lui non ha radunato i suoi 12 allievi prima di morire,  io sì.

La donna troia e/o anale mentre deve apparire solare, è angosciata di essere considerata banale e scontata quindi diventa stronza e si organizza in gerarchie lesbo per scaricare tutta la merda sul Gesù Cristo predestinato di turno.

Del resto la Chiesa è organizzata in modo che la parrocchia (lo Spirito Santo) separi il Padre dal Figlio in modo che la Chiesa in ogni parrocchia in ogni generazione abbia sempre nuovi agnelli sacrificali per mandare avanti il ciclo di sesso tabù, rivalsa sessuata, banalizzazione della donna, crocifissione di Gesù.

Come vittima sacrificale predestinata posso analizzare me stesso oltre che il contesto. Chi è e cosa cerca il bambino adattato rifiutato mentre viene responsabilizzato a legittimare il culo della troia?  Cosa pensa mentre viene socialmente inculato?

Lui cerca di essere gregario del potere carismatico che lo autorizzi a essere libero. Naturalmente è assurdo, ma tutto nasce proprio dall’essere già schiavo della madre, la Fata Turchina. Dopo la pubblica delegittimazione di uno sberleffo del Poli si tratta non solo di trovare le risorse per risolvere e superare l’Edipo ma anche per comunicarlo civilmente.

La soluzione sintetica? Chiunque tu sii, foss’anche mia madre, se ti svaluti e uccidi la fantasia maschile,  non vali proprio niente. Edipo risolto e comunicato civilmente.  E libertà ritrovata. Questa è l’Aquila.

109

Il papà ebreo porta il figlio ad ammirare la Gloria di Dio. “Guarda quelle montagne! Da esse puoi vedere la potenza di Dio! Guarda quei parti verdi! Da essi puoi intuire la Maestà di Dio! Guarda quella fresca acqua di ruscello! Da essa puoi vedere la Gloria di Dio!” A un certo punto un passerotto si alza in volo e caga sul cappello nero del papà religioso. E il figlio birbone: “Ha ha! L’uccellino ti ha cagato sul cappello! Anche da questo vedi la Gloria di Dio?” E il padre, imperturbabile: “Certo! Pensa se le vacche volassero!”

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Burocrazia

La burocrazia è l’espressione del potere di chi non voglia più né rischiare né mettersi in gioco. Perché si è abbastanza ricchi e/o potenti o perché semplicemente si sia troppo vecchi. Si muovono carte bollate, timbri e protocolli perché quello che si ha permette di opporre al cambiamento la propria inerzia.

Il giovane propone il cambiamento?  Ma mica ne vale la pena. Per quello che mi dà il giovane sono disposto a spendere solo ben poco. Mi compili questi quattro moduli e faccia otto file allo sportello,  prego.

Naturalmente l’economia se non accetta il cambiamento e se non dà spazio ai giovani va in stagflazione e in deflazione ma il burocrate ha altro a cui pensare.

Ora, il giovane ce la può però anche fare a patto che sia violento solo nei rari casi in cui la sua vita sia realmente in pericolo.  Poi non deve incedere nella rivalsa. Inoltre deve avere un buon controllo del desiderio. In poche parole deve disporre di autodisciplina marziale.

Se il giovane ha queste tre doti alla fine risolve. Perché è rimasto legittimato dal non aver messo le dita negli occhi a tutti per futili motivi. Perché non odia la dea che vorrebbe dominarlo con la rivalsa e perché la legittima col controllo del desiderio.

Quindi qual è la soluzione?  La dea della burocrazia diventa allieva del giovane di talento.  Di conseguenza i vari problemi burocratici sono risolti alla base.

La via del centro

La via del centro è la via della vittoria, diceva il Maestro. E aggiungeva che bisogna innovare ma stando nel solco della tradizione.

Se, come propone Bekkario, lei è solo la troia del prof ma in cambio può godere di piacere intenso quanto quello maschile, la di lei frequenza di sesso con chiunque ci fa scappare la fantasia portandoci alla deflazione.

Ma immaginate come sarebbe se lei al contrario non provasse niente. Sarebbe come fare sesso con un muro e avremmo sensi di colpa a go go.

La transazione verbale durante il corteggiamento, precedente il sesso, cioè il logos di cui al post precedente, è la programmazione maschile della maggior durata e minor intensità del piacere femminile, oltreché della sua possibile ripetizione. Funziona solo se lui è affermato e se controlla il desiderio.

Se tu non le parli o se comunque non comunichi con lei, lei resta da sola con la sfiga di essere femmina e invece di eros ci sarà thanatos con karma negativo per tutti. Comunicando, invece il maschio si becca la sua parte di incertezza (perché l’ultima parola è femminile e se dice no non si tromba) e di un minimo di dubbio sul senso di colpa (perché in quel preciso istante lei potrebbe godere meno di te). In tal modo lei non è mai sola. Se si chiama “fare l’amore” ci sarà un motivo, no?

Dialogo tra sordi

Lui sublima e nega che stia parlando di figa per restare civile. Lei dà fiato alla figa per dimostrare alle altre che è civile e non cade nel buco nero della perdita di controllo del desiderio.

Tutti e due parlano della figa e di quanto sia magica nell’essere desiderata mentre sembra che lei non desideri. E’ proprio questo parlarne, questo logos, che non la fa precipitare sul nucleo. Il kernel è il sesso e il logos non solo nega l’evidenza, ma permette la civiltà stessa, facendo sì che lei recuperi le risorse di carisma che le sono necessarie ad un ciclo del sesso che sia anche civile. Lui parla di Meccanica Quantistica ma inconsapevolmente sottintende la figa. Lei si appropria di inconsapevolezza e sottinteso e diventa carismatica.

Chiarito questo, non esiste che lui e lei non si capiscano e questo va tutto a vantaggio dei bambini che possono essere rispettati, non picchiati e non abusati invece di essere il canale di scolo dell’accumularsi dell’incomprensione reciproca. Lui però deve accettare che per il vantaggio della di lui fantasia, la figa è sempre come la descrive lei, non come la vuole lui.

Tutto funziona perché, sempre grazie al logos, la femmina allunga la durata del proprio piacere diminuendone l’intensità immediata, a tutto vantaggio della fantasia maschile e del controllo femminile del desiderio senza possedere testicoli propri. Bekkario che collassa il concetto stesso di figa su quello di troia pazza com’è Adele mette la civiltà a rischio.

L’ingegnere è pragmatico e dichiara di cosa si stia parlando, cioè di figa. Ma a lei resta il carisma di negare l’evidenza, oltre che l’ultima parola in merito, dato che è di lei stessa che si parla. In nessun caso lui ha diritto a svalutarla in pubblico, pena essere riconosciuto come scaricatore di porto. Aldilà del linguaggio colorito, o sei ingegnere o sei scaricatore di porto. Io sono ingegnere.

Il ruolo della donna ingegnere

Bekkario combatte come uno scaricatore di porto e stabilisce che secondo lui la donna ingegnere è solo la troia del prof.

Io mi muovo in un ambito di maggior civiltà. Chiarito che Dio è antropomorfo e che l’Universo è per noi solo la proiezione del nostro mondo interno dove la pulsione sessuale, specialmente maschile, proprio non ci sta a farsi ingabbiare nella civiltà, la donna ingegnere è quella che ci permette di respirare e che accetta il maschio che per quanto sublimi, comunque è concentrato sulla figa. Il kernel è il sesso e il logos nega l’evidenza.

La donna ingegnere sa che ogni proiezione, ogni sublimazione, ogni linguaggio è solo sesso, però rispetta lo stesso il maschio, almeno nella misura in cui lui sia homo faber e che crei valore, la legittimi e magari la soddisfi pure. Poi se lui condisce il discorso con qualche espressione colorita, lei chiude un occhio. Tanto anche se il linguaggio fosse più forbito, sempre di figa si starebbe parlando.