Problema mal posto

Un problema mal posto,  forse anche in buonafede, è quello per cui la mamma dea fa vergognare il figlio di poter essere oggetto sessuale.  Però poi la mamma in questione si fa i maschi proprio come puri oggetti sessuali. Risultato?  Nella migliore delle ipotesi il figlio diventa un grassone iper razionale.

La soluzione? Accettare in scioltezza e anche sdrammatizzando di poter essere oggetti sessuali.

Valori in gioco

109 vuol dire che non appena io scatenassi rivalsa sessuata, anche per gioco, legittimerei i sarchiaponi di potere alla Bekkario e Zikio.

Ma se per la troia, il sesso è solo una questione di potere,  io controllo il desiderio e mantengo il potere maschile.

Ma due ingegneri che drenano tutte le risorse nazionali per un progetto che non sta in piedi, cosa sono? Sono due merde di ingegneri.

La soluzione

La dea si culla nell’idea che il maschio si deve rassegnare che non riuscirà mai ad amarla e che lei appartiene solo al capo capitalista.

Più che la soluzione matematica delle equazioni di sistema,  è la banale evidenza sperimentale che le dà torto.

Care donne, l’unica soluzione all’invidia penis è il sesso ciclico etero monogamo nelle posizioni che preferite. Stop.

C’è anche un bellissimo corollario: i fascisti non servono a un cazzo.

Un po’ d’ordine

I fascisti vogliono ordine?  Benissimo, allora facciamo ordine. La vita è già abbastanza breve e complicata senza che vengano fuori stronzi e stronze a fare problemi dove non ce ne sono.

La donna cattolica quando diventa dea giudica le gregarie e ruba loro la vergogna.  Quindi si vergogna e gode con chi vuole quanto vuole a spese di chi sta alla base della piramide, senza pagare dazio.

Peccato che logica vuole che chi sta ai margini possa invece vergognarsi quanto cazzo gli pare perché siamo in democrazia,  c’è stata la rivoluzione sessuale,  ecc.

Quindi il problema posto correttamente è: Adele può vergognarsi quanto vuole presso qualunque ingegnere o non ingegnere,  prof o non prof. La segretaria bancaria, che sta alla base della piramide,  può vergognarsi quanto cazzo le pare.

Cosa? Andando col capo,  in questo modo perde il controllo del desiderio? E a me cosa me ne frega, scusate? La segretaria bancaria o Adele hanno solo da farsi onestamente il mazzo restando monogame, senza prendere scorciatoie di carriera che ammazzano il valore e il giovane di talento. Se fanno le troie, che perdano giustamente stima di sé e controllo del desiderio.  La piramide taylorista non c’è più e quindi io mi aspetto troie gratis per tutti, no?

Cosa possono fare le donne

Come testimonia l’Ebraismo plurimillenario, le donne possono fare moltissimo per tenere il ciclo del sesso, anche anale, anche monogamo, in movimento.

Facciamo alcune semplicissime premesse. Da parte ebraica Eva ci dice che a Civiltà è un campo conservativo, infatti siamo a immagine somiglianza di Dio e ovunque sposti il tuo sguardo,  vedi o te stesso o l’oggetto del tuo desiderio. I Vietnamiti,  parlando ci di karma, ci dicono la stessa identica cosa. La terra è rotonda e tutto ti torna indietro.  Poi, grazie alla Nuova Tecnologia anche abbastanza in fretta, diciamo immediatamente. Gli Italiani, con maggior pudore, perché i preti ascoltano, dicono che ci sono dei cicli ripetitivi ad ogni affermazione di Nuova Tecnologia e il percorso vincente del nostro eroe è descritto nelle fiabe. Dante Alighieri ce lo conferma, dato che la Divina Commedia parla di sesso e inizia proprio con la descrizione di un rapporto anale (infernale).

Mio padre aveva capito benissimo che io rappresentavo l’alternativa di amore per mia madre. Ma lui doveva rimuovere con violenza anche l’odio per se stesso, dato che era stato una vittima di persecuzioni. Quindi mi impedisce la legittimazione sociale perché io non possa rappresentare un’alternativa credibile.

Io mi sono comunque affermato come gregario,  quindi come femmina. Cosa ci dice la cultura italiana al riguardo? Ci dice che Cenerentola si è messa a piangere e la Fata ha fatto sì che lei avesse l’opportunità di fare la scalata sociale al ballo del Principe.

Io “ho pianto” dal Maestro che si è giustamente mosso in anticipo perché io potessi riaffermare la mia identità ebraica per cui la ricchezza tiene in moto il ciclo del sesso. Se infatti la femminilità maschile è ufficialmente delegittimata vuol dire povertà per tutti.  Se invece il Maestro aiuta il nostro eroe nell’affermazione della Nuova Tecnologia, la sua famiglia si arricchisce.

La potenza della parola e dello scritto,  come testimoniano Tai Chi ed Ebraismo,  è enorme. Se la femmina crea e sublima grazie all’informatica cosa ha subito da piccola anche dal padre, oltre che dal fratello e dal prete, come testimonia il mio percorso vincente, troverà legittimazione sociale e soddisfazione sessuale per movimento anticipato da parte di maschi in concorrenza.

Bekkario aveva perfettamente ragione: l’informatica in mano femminile vuol dire obbligo a creare valore con l’estinzione dei dinosauri baronali mafiosi,  castranti e complici dei pedofili.

Scusate se appesantisco un secondo ma informatica vuol dire esprimersi secondo il linguaggio,  gli schemi logici, le tradizioni e la cultura dell’interlocutore. Buon lavoro.

 

Informatica al femminile

L’informatica non è necessariamente una logica fredda, spietata e castrante.

Come dimostra il mio blog, fatto salvo il ragionamento logico, l’informatica è principalmente creatività che crea valore dal nulla, o meglio direttamente dalle idee, senza bisogno di perdere tempo a piegare la materia per costruire un qualche dispositivo.

Secondo me si sposa benissimo col femminile.

Retro

Il sesso anale, nella Civiltà esiste. La donna,  di norma yang, lo trova piacevole,  più dell’orale, e quindi lo pratica ogni volta che riesce a trovare un maschio cui piaccia (a molti infatti fa schifo). Il Serpente comunque ha perso le zampe e quindi nessuno può giudicarla. Quindi vale nella Civiltà.

Cos’è l’anale? È la rimozione con violenza. Permettere che la cosa sia possibile nell’alveo del gioco o comunque che sia ripetibile in modo sportivo è compito del Maestro di Kung Fu. E qui devo dire che i Vietnamiti sono molto più avanti degli Ebrei. Per gli Ebrei questa possibilità di ripetizione dipende solo dal censo.

Per i Cattolici si scivola invece molto facilmente nell’ipocrisia intesa come i meccanismi di gruppo per permettere alla dea parrocchiale di ottenere le risorse per scatenare la rivalsa sessuata dei partner restando desiderabile. Naturalmente a spese di un parìa che capisce tutto,  vorrebbe rivalersi, ma nessuno gli fa sponda mentre anzi viene delegittimato socialmente. Quando dà di testa, questo non delegittima il gruppo di stronzi,  anzi fa sentire più figa la dea. Peggio dei cannibali dell’Africa Nera.

Inutile dire che il sistema è in equilibrio solo se il valore creato (soluzione vietnamita) o la ricchezza messa in circolo (soluzione ebraica) permettono maggiore fantasia maschile e legittimazione femminile di quanta venga consumata nei vari rapporti anali etero tra adulti consenzienti.

29

È cultura anche la cabala. In particolare,  nella cabala napoletana,  29 è il pisello. Ma quando si gioca insieme, di solito a Natale, ed esce il 29 lo si annuncia come “‘o pate ‘re creature”, cioè il padre dei bambini.

Non è solo una definizione poetica. Racchiude invece un concetto profondo di grande valore. Papà è il sesso. Ma il sesso mi rispetta e mi ama. Io che sono figlio, valgo. Il valore del figlio naturalmente diminuisce per mazzate, scarso valore sociale del padre ed eventuali toccamenti se femmina.

Questo è esattamente il concetto del controllo del Qi da parte del Maestro.  Il Maestro controlla il Qi e anche il desiderio quindi legittima la ciclicità del sesso anche femminile intorno a sé.  Se si interessa quindi a un allievo,  questa è già creazione di valore.

Il punto della situazione

Da Eva in poi, la femminilità è una costante del sistema, che si rifinanzia eventualmente suicidando un Gesù Cristo in ogni parrocchia in ogni generazione. Nel mio caso vi siete sbagliati perché io non sono il figlio illegittimo di acquiscienza di mio padre al potere ma invece di affermazione civile di femminilità da parte di mia madre dopo che mio padre le aveva procurato un aborto con un calcio in pancia. Io quindi non odio mia madre come i coetanei parrocchiali e non ho motivi per chiedere perdono ex ante a nessuna gerarchia.

Comunque sia la femminilità è una costante a cui attingono anche le troie yang (sennò a cosa servirebbe un capro espiatorio?).

Cosa fa la femmina yin o yang dopo che il maschio ha avuto l’orgasmo? Usa una qualunque logica che mette in chiaro che il maschio è ripetitivo. Questo è esattamente il campanello d’allarme fatto scattare da Bekkario alla mia laurea dandomi 109: “Attenzione!  La logica informatica in mano alle femmine ci farà apparire tutti ripetitivi!” Bekkario mi ha obbligato quindi a restare senza riconoscimenti ma a essere geniale tutti i giorni per poter banalmente sopravvivere.

Ora se fossero tutte yin si potrebbe rispondere scherzosamente e amorevolmente che in effetti si è ripetitivi ma che si ritorna volentieri dalla stessa femmina yin monogama.

Il problema è che, volere o volare, alle ragazze piace divertirsi e non sempre, purtroppo,  con lo stesso uomo.

La soluzione al problema della ripetitività del maschio non è uccidere l’informatica ma creare valore, anche perché lei ci tiene a essere patata e usa logiche taglienti come quelle necessarie all’informatica, invece di restare leggera e scherzosa, solo per salvarsi la vita.