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Alla fonte

Il Maestro insegnava ad andrare alla fonte, che poi era lui, perché le Arti Marziali le avevano inventate i Vietnamiti circa 6.000 anni fa.

La fonte dei guai italiani è il Poli che smette di essere tempio dell’homo faber, prende per il culo gli studenti innocenti e si tromba le allieve. Per trombare basta da quel momento il titolo di prof e le allieve ingegnere zoccole portano un po’ di carne fresca nello scambio di mogli risapute del Poli.

Devono comandare gli ingegneri elettronici, sì, ma non gli informatici ma i comunicazionisti. Almeno avessero creato un prodotto di telefonia italiano; no, solo servizi. Oddio! Lavorare? Ma non se ne parla. Prof sì ma ingegneri no. E già che ci sono lasciano fallire l’Olivetti. Gli ingegneri meccanici poi? Peggio di Cenerentola.

In Banca dove si faceva il mutuo industriale per cui c’era il circuito virtuoso della Banca che cresce insieme all’azienda che investe, ci si accorge che non c’è più creazione di valore e ci si adegua, azzerando l’area crediti e potenziando l’area finanza entrando nei salotii buoni e decidendo mafiosamente le famiglie che devono crescere e quali devono restare ai margini.

Alla fonte c’è un odio dell’ingegnere della vecchia generazione verso la femmina così forte da rinunciare egli stesso a essere ingegnere mantenendo solo il ruolo di prof (scopaiolo, beninteso).

La donna yin è la ragazzina adolescente che pur avendo raggiunto la maturità sessuale ha diritto di considerare pesante chi faccia riferimenti alla di lei sessualità, sulla base del fatto che il sesso per lei NON è centrale, dato che non l’ha ancora data in giro a dismisura. La ragazzina adolescente serve per l’identificazione lesbo della donna yang anche dea per ritrovare femminilità dopo aver praticato sesso di potere, anale o orale, in cui lui mette bene in chiaro che esiste il maschio separato dalla femmina e che la femmina vada pubblicamente piegata.

Il Poli stabilisce che il femminile esiste solo se lei è zoccola e quindi uccide lo yin per odio verso la femmina. Il banchiere si adegua e sa benissimo che prima che diventiamo tutti pedofili scoppierà la guerra in cui lui si arricchirà ancora di più.

Chiedere aiuto ai politici è come spararsi in un piede perché loro fanno gli interessi propri, dei banchieri e in parte di chi li ha eletti. E se chi li ha eletti è per esempio personale che non produce valore, la sacca di distruzione di valore sarà mantenuta e non invece risolta.

Gesù che muore, volente o nolente, legittima il peccato, perché non controllando il desiderio, quando si rialza è per complicità con la troia. Ma se Gesù scende dalla croce con il culo integro e con il pieno controllo del desiderio, e si mette serenamente a fare il falegname o l’ingegnere, il prof non ha più alibi a distruggere valore, a non essere ingegnere, a trombarsi le allieve e a spingerci tutti a pedofilia e guerra.

Io credo che il rinnovamento debba partire dallo stesso punto che ha creato casino 24 anni fa, cioè dal Poli. Se il prof decide di tornare a essere anche ingegnere, se si ricrea il valore con joint venture con Apple, Microsoft, Cisco, IBM, SAP, Intel , AMD, Asus, Acer, Oracle, VMWare, Facebook perchè mettano i loro laboratori di sviluppo in Italia, forse un’ultimissima possibilità ce l’abbiamo ancora. Poi i politici decideranno dove trovare le risorse per finanziare queste joint venture come un tempo si finanziava la FIAT, e magari col tempo le joint venture diventeranno 100% a capitale italiano; in sostanza forse potremmo avere di nuovo un’Olivetti che tanto la FIAT non si oppone più, che tanto se n’è andata dall’Italia.

Forze contrapposte

Tutti abbiamo esperienza di yin e di yang dentro noi stessi quando vediamo la donna dei sogni. Ti suonano le campane in testa, ti tremano le ginocchia,  ti manca il fiato. Vorremmo proteggerla da noi stessi ma ci mancano le risorse per spiegarglielo

In termini di relazione,  quelli che mi interessano,  lei si attiva se sa che tu sia abbastanza attratto da far sì che il di lei piacere sia coperto dal tuo (cioè se potenzialmente godrai così tanto da non capire che gode anche lei). Però tu la devi anche legittimare socialmente con un corteggiamento a regola d’arte. Ma i due requisiti vanno in conflitto.

Una soluzione è quella del playboy, ma lei in tal modo rinuncia a priori a un legame profondo e stabile.

Jiri Langer nel libro Le nove porte, ci parla di quel Rabbino che secondo tradizione doveva cucinare un raviolo,  ma le usanze del luogo in cui si trovava prevedevano due ravioli, così ne cucino’ uno così grande che potessero sembrare due. Il monoteismo spiega che il piacere è uno e il Rabbino gestisce la ciclicità del rapporto orale completa con il paternalismo. Questo atteggiamento però è pesante e prima o poi porterà il ciclo a fermarsi.

Dato che di fatto se desidero sono spinto da forze contrapposte,  la soluzione a basso prezzo del Maestro è invece il gioco. Poi, se sei in crisi e a corto di risorse puoi anche scoprire la sua nobiltà di Imperatore,  ma di norma è uno come tutti gli altri, solo che ha una difesa a dir poco impenetrabile.

Chi è morto? Nessuno.  Solo il senso del peccato amministrato da preti e donne yang parrocchiali. Chi vince? Vince il maschio affermato ma giocoso. Come condiviso nella nostra Scuola, Gesù scende dalla croce e si mette a fare il falegname.

P / NP

Ciao [Relatore], come stai?

Innanzi tutto tanti auguri di buona Pasqua a te e ai tuoi cari.

Mi sono soffermato a pensare sul problema di P = NP?, declinandolo naturalmente secondo la mia visione della vita, descritta nel Tantra dell’ingegnere.

La differenza tra la macchina e l’uomo secondo me è il sesso. Dover rendere la nostra libido legittima e ciclicamente soddisfatta nella civiltà rende l’essere umano creativo a un livello irraggiungibile dalla macchina. Dante per esempio ci mette cento canti tra la sua delegittimazione sociale di ghibellin fuggiasco e l’affermazione di sé nei secoli dei secoli. Grazie a questo impegno, rende P <> NP intorno a sé e per un periodo lungo fino almeno ai giorni nostri. Il fatto che un ingegnere dei nostri giorni lo smascheri sulla variabile sesso, non incide, credo, comunque, sull’eternità dei suoi versi anche in futuro.

Io, banalizzato dal Poli il giorno della laurea, provo a dire col mio Tantra che P <> NP in un intorno di me stesso. Anzi, cerco di fornire al lettore gli strumenti per fare altrettanto intorno a sé, laddove invece il Poli, il tempio dell’homo faber, al contrario, appiattisce l’ingegnere a una specie di automa da due soldi.

Aldilà della sottile vena polemica che sempre mi caratterizza :-), quello che io qui sostengo è che non ci sia una risposta univoca al quesito P= NP?, ma che siamo costantemente sfidati, di generazione in generazione a dimostrare che P <> NP come esseri umani, creando qualcosa di unico che ci sopravviva e che non sia ricostruibile facilmente semplicemente smontando la creazione nei suoi componenti per poi tentare di imitarla senza estro.

Il genio o l’artista che renda P <> NP rende socialmente legittima, nella ciclicità, la propria libido e quindi si solleva su un livello sovra-umano, quasi divino. Dio infatti, per noi, per quanto ci sforziamo, sarà sempre e comunque antropomorfo, come spiegato nella Genesi. Tutto questo è impensabile, ad oggi, da parte di una macchina.

P potrebbe diventare uguale a NP se invece venisse appiattita la creazione di valore, a causa della conseguente banalizzazione dell’essere umano e della sua libido, impersonata dalla donna. I miei figli da piccoli mi chiedevano che fine avessero fatto gli dei greci. Io ho risposto che si sono estinti quelli che ci credevano e quindi, di fatto, sono morti pure gli dei stessi.

Se vince la violenza di gruppo contro la creazione di valore, come propone il Poli contro di me, P diventa uguale a NP e abbiamo un mondo di sole femmine. L’affermazione del singolo in questo momento di crisi, durato ad oggi 24 anni, permette che P sia diverso da NP e che esista il maschio e quindi il sesso etero. Oppure la nostra civiltà, molto fragile e molto interconnessa, implode e sulle sue ceneri ne nasce un’altra, esattamente come è successo in Europa quando è scoppiata la prima guerra mondiale.

La causa scatenante della guerra del Poli contro di me e dell’uccisione della creazione di valore da 24 anni a questa parte è la paura femminile, impersonata dalle donne ingegnere, che la creatività maschile non fosse più come nei tempi passati affermazione che P <> NP e quindi legittimazione del sesso etero, ma al contrario, che la creatività maschile dipendesse dalla condiscendenza femminile in maschi con testicoli ridotti. Io dimostro il contrario e, nel mio piccolo, salvo la civiltà, e forse pure il Poli.

[Perché la femmina, di solito lenta e posata come la lumachina,  vuole rassicurarsi ex ante,  potenzialmente a spese del mio equilibrio e a spese della creazione di valore in generale,  che la creatività del maschio dipenda dal proprio valore di maschio? Perché se invece dipendesse dalla condiscendenza femminile, visto il legame che c'è tra sessualità femminile e cibo, da Eva in poi, la conseguenza potrebbe essere nientemeno che il cannibalismo. Di solito ci si ferma allo step precedente cioè la guerra. In questo caso solo la terza guerra mondiale, roba da poco. Il maschio che si mette in gioco e legittima socialmente la propria libido altro non sta facendo che permettere la sublimazione femminile del mangiarsi fisicamente il partner o i figli o altre femmine. Se io impedisco il cannibalismo,  probabilmente sono il nuovo Imperatore del VietNam.]

Che ne pensi?

Un abbraccio

Amore

Perché il Tantra dell’ingegnere?  Paradossalmente il Maestro è stato quello che mi ha insegnato a NON essere violento, se non nei casi eccezionali in cui la mia vita sia  o fosse eventualmente in pericolo.

Per quanto ti trovi di fronte a un femminile che ti destabilizza perché cerca di azzerarti socialmente ex ante per affermare che lei ti ha di diritto;  per quanto lei in tal modo ti stia dicendo che il femminile sostanzialmente non esista, non devi darle ragione reagendo in modo scomposto,  violento, saccente, antipatico e stronzo.

Dato che ti fidi del Maestro sai che alla fine della forma sarai di nuovo al punto di partenza ma essendoti affermato e avendo risolto il problema.  Controllando il Qi, centellini la tua simpatia, abilità,  sapere, savoir faire, risolvi la sola situazione contingente. Poi con le risorse ottenute magari fai un po’ di teoria sul tuo blog.

Se ti vengono a dire che l’amore non esista, l’unica soluzione razionale è affermare con costanza e un pezzettino alla volta che invece esiste,  eccome. E naturalmente investì sulla tua famigliola.

In termini marziali, i sei mesi di Cavaliere di Ferro per due ore al giorno ti servono per imparare a restare ancorato al terreno e a tenere saldamente la posizione. Lo stronzo invece è uno che è in eterna fuga da se stesso, risolvendo la negazione e le situazioni sociali col potere. Però se qui sono tutti Caini agricoltori che giocano a calcio, vince chi tiene il controllo del campo, non chi corra all’impazzata di qui e di là e poi butti per terra gli avversari, no?

La giacca – Claudio Lolli

Bisogna andare, fino in fondo, in fondo a tutto in fondo a noi, in fondo agli argini del mondo, alla paura che mi fai. Fino in fondo alle tue cosce, ai miei timori alle tue angosce. Fino in fondo alla pianura, all’orizzonte della città. In fondo dove non troveremo nemmeno un’ombra per riposarci, in fondo dove sarà fatica, sarà sudore l’esser sincero, in fondo dove tutto è coperto sotto lo stesso mantello nero.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna andare sempre avanti, anche se noi non siamo in tanti, anzi davvero siam solo in due, le mani mie, le mani tue, devono stare sempre vicine, devono avere gli stessi guanti e non paura là sul confine di fare l’ultimo passo in avanti.
Bisogna andare incontro a tutti quelli che oggi come noi, voglion rischiare d’esser distrutti piuttosto di ritrovarsi poi, in una famiglia senza persone, come tra i muri di una prigione.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Bisogna vincere la morte, quella che non si fa vedere, che viene senza far rumore, che non si fa aprir le porte, che non fa mai vestir di nero tutti i parenti all’ospedale, che non ha mai camere ardenti, nè cerimonie, nè funerali. Quella nascosta nella tua noia, nella mia noia, nelle parole che ci diciamo senza capire nemmeno quel che vogliamo dire, quella che come un regista esperto ci mette in scena nel suo deserto.
E se domani la mia giacca sarà, la giacca di un disgraziato, non sarò mai così fregato come tuo padre.

Cicli ed ego

Jiri Langer ci parla del mondo dei Chassidim,  cioè di quegli Ebrei vestiti di nero, con barba folta, basette arricciate (cernecchi) e cappello nero, di solito provenienti dall’Est europeo.

Nel suo libro Le nove porte, ci parla di alcune situazioni viste da punti di vista inaspettati. Uno dei personaggi era il Grande Rabbino del villaggio che si lamentava per le sue eterne reincarnazioni che lo avevano visto anche Gran Rabbino di Gerusalemme,  secoli e secoli orsono.  Lui si lamenta, fa il Grande Rabbino, afferma un ego abnorme e si reincarna tutte le sante volte e tutte le volte, guarda un po’, è capo.

Facile giudicarlo come il classico capo anale che se solo la smettesse di mettercela nel gnau e di fare il capo, smetterebbe anche di reincarnarsi e forse troverebbe pace. E noi con lui.

Sbagliato. Chi non ha mai mandato a stendere una fidanzata perché troppo disponibile,  banale e scontata? E quant’è forte la nostra paura di combattere e di confrontarci con un femminile anale che potrebbe farci scappare la fantasia, per cui ci identifichiamo nel Grande Rabbino o chi per lui?

I bravi ragazzi parrocchiali lo sanno benissimo e quindi fanno simpaticamente battute sadiche. Gesù in ogni parrocchia,  in ogni generazione, è quello che viene rimosso insieme a un’idea di femminile che è stata troppo disponibile.  Dopo una bella crocifissione sulla pubblica piazza, con balli e danze dei presenti in festa, si può ricominciare sulla base di un altro parìa e di una nuova tecnologia.

Mia mamma che mi fa massacrare per 10.000 lire nello zainetto mi vaccina,  della serie che, parrocchia o non parrocchia,  è meglio non crederci troppo a ‘sta cagata del bravo bambino. Naturalmente o si nuota o si affoga, è chiaro. E giù le mani da Sigfiga.

Peccato

Perché il bravo ragazzo cattolico fascista che sorride complice alle zoccole è out?

L’albero della conoscenza del bene e del male È la femminilità civile dove il bene sta nel di lei concedersi. Tempo addietro valeva solo il vaginale oggi anche anale e orale.

Se lei pratica l’orale ammette che non esiste l’armonia unica di un solo corpo che si compenetra ma che esistono un maschio e una femmina separati. Però d’altro canto lei con l’orale può ricostruirsi un’identità autistica carismatica femminile che il precedente anale le aveva sfasciato.

Quindi oggi in una civiltà post rivoluzione sessuale, il peccato originale non esiste più, come predicava il film Gola profonda.  Peccato, è solo un gioco. Però meglio così perché adesso i preti ci devono dire chiaramente cosa esistano a fare.

Si noti che i nostri fratelli maggiori sessantottini,  a fare i cazzoni ad oltranza, non avessero tutti i torti.

Se va KO un istruttore

Se Sigfiga va KO non muore nessuno. Muore un’idea di bravo ragazzo cattolico fascista. Il peso di pedofilia,  malversazioni, violenza domestica e stragi evidentemente era troppo e lui cominciava a puzzare.

Muore un’idea, ripeto, non una persona.  Sigfiga dovrà solo gestire la figura di merda di essere andato giù e di dover fare conversione con i suoi allievi.

L’inculata e la connessa reincarnazione sono vietate dal Maestro che fa lo stupido sulle rocce del porto e nega ridendo di essere morto. Come dicevo già in tempi non sospetti, giù le mani da Caino.

Una volta io quando mi incazzavo e mi vendicavo facevo davvero male. Poi però mi vergognavo e andavo in paranoia perché non avevo un padre che mi perdonasse.  Il Maestro accetta di fungere da padre ma solo a patto che io, come lui, accetti che l’avversario possa diventare allievo. Peraltro credo che questo sia in linea con l’insegnamento di Gesù, no?

Meditazione

Se lo yin e lo yang ciclano serenamente, il problema eventuale è sbloccare l’energia che impedisce il ciclo. Questo può avvenire con il Kung Fu, con il Tai Chi, con l’agopuntura o con la medicina tradizionale cinese.

Gli Ebrei si concentrano sull’aspetto più cerebrale e sulla meditazione, altrettanto importante. Per analogia, si cibano di animali ruminanti. C’è una similitudine tra ruminare il cibo e ripensare i concetti. Il Maestro infatti gestiva il Meridiano laterale che unisce i molari tramite la fontanella e poi passa dai fianchi e dai testicoli mediante l’ottava applicazione. A seconda dell’energia che i metta ti può deridere in pubblico o aiutare a meditare. O ti ammazza o ti cura. Evento unico o ciclicità.

Chi invece di puntare sull’amore punti sulla rivalsa, deve fare il lavoro di Sisifo di annichilire sessualmente la partner. Ma la femminilità della partner e la civiltà sono tali che la di lui soddisfazione non potrà mai essere piena.

Meditate, gente, meditate!

Francesco De Gregori – Il bandito e il campione

Due ragazzi del borgo cresciuti troppo in fretta
un’unica passione per la bicicletta
un incrocio di destini in una strana storia
di cui nei giorni nostri si è persa la memoria
una storia d’altri tempi, di prima del motore
quando si correva per rabbia o per amore
ma fra rabbia ed amore il distacco già cresce
e chi sarà il campione già si capisce
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è dietro a quella curva, è sempre più distante.
E dietro alla curva del tempo che vola
c’è Sante in bicicletta e in mano ha una pistola
se di notte è inseguito spara e centra ogni fanale
Sante il bandito ha una mira eccezionale
e lo sanno le banche e lo sa la questura
Sante il bandito mette proprio paura
e non servono le taglie e non basta il coraggio
Sante il bandito ha troppo vantaggio.
Fu antica miseria o un torto subito
a fare del ragazzo un feroce bandito
ma al proprio destino nessuno gli sfugge
cercavi giustizia ma trovasti la Legge.
Ma un bravo poliziotto che sa fare il mio mestiere
sa che ogni uomo ha un vizio che lo farà cadere
e ti fece cadere la tua grande passione
di aspettare l’arrivo dell’amico campione
quel traguardo volante ti vide in manette
brillavano al sole come due biciclette
Sante Pollastri il tuo Giro è finito
e già si racconta che qualcuno ha tradito.
Vai Girardengo, vai grande campione
nessuno ti segue su quello stradone
Vai Girardengo, non si vede più Sante
è sempre più lontano, è sempre più distante
sempre più lontano, sempre più distante…
Vai Girardengo, non si vede più Sante
Sempre più lontano, sempre più distante…

Fascista

L’oggetto Fascista (x) è banale:

  1. Faccio lo stronzo finché non mi paghi
  2. Se mi paghi ancora di più faccio lo stronzo a tuo vantaggio

Per creare  un’istanza di Fascista (x) bisogna che il prete gliela sbatta al culo da piccolo. Sigfiga pensava di essere furbo e di appropriarsi della Scuola col raggiro ai danni del Maestro.

Ma il Maestro invece ha orchestrato le cose perché alla fine vincessi io. Io sono il virus che il Maestro ti ha messo nel culo, Sigfiga, e che sparpaglia su internet il contenuto del tuo hard disk.

Perché dico che i numeri sbagliati intorno a noi sono innumerevoli?  Perché le aziende si basano sull’oggetto Fascista (x) e quindi qualsiasi siano i valori espressi a bilancio, queste aziende in realtà valgono zero. Perché? Perché fascista vuol dire sconfitto.