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Cattolicesimo e Tecnologia

Il Maestro insegna a cercare di capire il contesto il più possibile, in modo che le tue risorse possano essere sufficienti a difenderti nel combattimento di tanti contro uno. Cioè proprio il contrario di chi invece pompi il proprio ego e poi si incazza per qualsiasi minchiata. Basta controllare il Qi e usare il cervello.

Se d’un tratto ti accorgi che tutti ti odiano mentre non hai fatto nulla di male, e hai l’ego piccolo, puoi capire che per gli altri sei il simbolo di qualcosa di negativo. Gesù che viene crocifisso sulla pubblica piazza tra le risa sguaiate degli astanti, rappresenta la fine dell’odiato idealista, perché la gente sa che la nuova tecnologia non cambierà proprio niente. Il ricco sarà più ricco e il povero sarà sempre povero. In parrocchia, questo sì, cambieranno un po’ gli equilibri e le posizioni gerarchiche in funzione di quanto ciascuno abbia più o meno preso in giro Gesù. Ma resterà una guerra tra poveri.

Il Poli che abbraccia la Chiesa dei pedofili, quando ammette con Bekkario che la nuova tecnologia non cambia nulla nella povertà italiana, perde ogni significato e ogni legittimazione. Di più: se il prof drena risorse per essere l’unico titolato a dare conferme mentre ammazza la nuova tecnologia, il prof non serve a un cazzo.

In altre parole, se la nuova tecnologia non dà dinamica sociale, il Poli è il covo di tecnologi egoisti e basta. Se il prof poi per mantenere il suo standing, uccide la nuova tecnologia e l’economia italiana in una logica mafiosa, non c’è nulla di più inutile al mondo di un prof di ingegneria.

Adesso che stiamo affogando, dato che il Poli non è più un interlocutore valido, devono essere i Cattolici a decidere se devono prevalere la nuova tecnologia e una speranza di benessere oppure se debba prevalere la gerarchia castrante e fine a se stessa.

L’equilibrio del vero uomo

Affermarsi è faticoso e rischioso ma in cambio il vero uomo può ottenere nientemeno che la figa.

La donna e il sistema trassano sempre un po’, con la scusa non dichiarata che essere donne o essere vecchi (gerarchici) sia di per sé un’ingiustizia. Fatto sta che l’affermazione della nuova tecnologia,  che avrebbe potuto essere una passeggiata,  diventa invece faticosa e rischiosa, come è sempre stato e come è descritto in tutte le fiabe. In cambio però la nuova tecnologia può avere una connotazione maschia e promuovere il sesso etero. Io avanzo qui l’ipotesi che l’informatica sia così pervasiva, che la violenza gerarchica sia così off limits in un mondo sofisticato e interconnesso, che forse d’ora in poi la figa, complice la presenza del nuovo soggetto politico che sono le donne ingegnere, sarà finalmente indipendente dalla nuova tecnologia e che non sia più attuale il concetto marziale di Imperatore.

Tutto questo vale però solo se la femmina che si è giocata la carta della rivalsa sessuata all’inizio del combattimento,  a questo punto in cui mi sono riaffermato, si sottometta e ci stia. Non solo: la figa deve valere qualcosa,  e quindi noi maschi, dalle nostre donne, oltre a numeri mozzafiato a letto, ci aspettiamo anche monogamia e senso della famiglia.

Qualcosa si perde…

Il Maestro si lamentava che qualcosa andasse perso. In un mondo perfetto di tutti autistici che si rispettano l’un l’altro,  teoricamente nulla andrebbe perso.

Però per arrivarci dovresti spendere risorse immani, perché il violento invece taglia corto. Poi rischi di andare in contraddizione perché per riuscirci devi dare consapevolezza alle femmine. Ma lei non vuole essere consapevole.  Sentirsi obbligata a fare i conti con la propria sessualità per lei è già violenza.

La migliore approssimazione è che il tuo avversario diventi tuo allievo. Ma questo vuol dire che dovrai occuparti di lui e già questo è in conflitto con il tuo autismo di Maestro.

Di più: per farcela dovrai contare sulle sue risorse e questo è un altro duro colpo alla tua legittimazione autistica.

Il Maestro accettando esplicitamente che io divenissi Maestro solo dopo la sua morte probabilmente riesce a far sì che nulla vada perso.

Al contrario,  il Poli, Sigfiga è la Banca per cui contava solo mettermela nel culo hanno perso tempo a tonnellate.

La distanza che ci separa

Bekkario mi dà 109 e mi deride dicendo che senza la sua condiscendenza e senza accesso alla sua autoreferenzialita’ io non avrò potere presso le troie.

In primo luogo, io le troie le ho avute prima della laurea senza tanti riconoscimenti.  In secondo luogo, anche se, causa 109, me le sono trovate tutte contro, mi sono affermato su tutte e adesso sbaverebbero per avermi a letto.

Bekkario invece è solo un vecchio frocio autoreferenziale che le troie subiscono solo per ottenere soldi e potere.

Soluzione

Il problema posto nei termini corretti è : “Abbiamo una femmina che è troppo risaputa e che quindi deve mettere più peperoncino nel sesso.  Si inventa quindi la rivalsa sessuata che può ripetersi se comandi lui ma che ha un’apparenza di civiltà solo se comandi lei. Se comanda lei è garantita la sfida e quindi il gioco. Ma se lei accetta il gioco della rivalsa, quando lui individualmente si afferma e la legittima lei ci deve stare.

Lasciare che comandi lei è quindi amore. Lasciare che il Maestro se la veda da solo con le sue allieve è la di lui dignità,  e anche la mia”.

Probabilmente è un gioco a somma zero ma è divertentissimo.

Anzi per essere esatti è un gioco a somma zero nella coppia monogama in cui il sesso è un gioco. Oppure non è a somma zero se lei usa il sesso per salire la scala gerarchica o se lui affermi potere gerarchico che si oppone alla scalata della zoccola. In ogni caso, per restare protetti e per massimizzare il divertimento, consiglio a tutti un buon controllo del Qi.

Problema mal posto

Se lui un po’ brutalmente le dice: “Io ho il pisello e tu no!”, lei, per esempio Adele, può stupidamente risponderr: “No, il tuo pisello ce l’ho io perché sono la dea e comando io”.

Questa è una risposta idiota di una mentecatta che non ha nessuna idea della propria femminilità.  Il prof quindi facilmente risponde che ci vuole la tecnocrazia e  il potere dei prof perché se no oddio viene fuori che la dea comanda la rivalsa sessuata.  Perché,  scusate, chi volete che comandi la rivalsa sessuata? Se la rivalsa fosse gestita dal maschio verrebbe infatti fuori che la parrocchia si mangia ciclicamente Gesù e questo non può andare bene.

La risposta corretta della donna ingegnere,  equilibrata e almeno al 50% razionale è: “Tu avrai anche il pisello ma senza la mia patatina ti fai solo delle gran pippe!”.

Questo non mette in discussione l’identità maschile e permette il gioco complice tra lui e lei. Quindi permette la ricchezza. D’altronde se Bekkario è un frocio povero e se Adele è una mentecatta povera, se si uniscono,  più che povertà per tutti non può venir fuori.

Condiscendenza

In un mondo di troie pare ci voglia la Chiesa a gestire la condiscendenza maschile.

Solo che la troia continua a comandare e fa funzionare la Chiesa al contrario.  Ora i preti pedofili invece di finanziare condiscendenza,  la rubano dietro l’altare ai bambini innocenti.

Il trucco è colpire il gregario in modo che il padre perda ogni legittimazione e condiscendenza. Questi scarafaggi stercorari come Sigfiga ti attaccano in anticipo e alle spalle per rubarti condiscendenza e per imporsi quali intermediari prima che tu scopra la loro assoluta povertà.

Ma se era questo il problema,  bastava chiedere e vi avrei finanziato condiscendenza a bizzeffe senza neanche chiedere niente in cambio!

Thanatos

C’è un dato di fatto: c’è l’ho fatta senza violenza e sempre dando l’opportunità all’avversario di redimersi e di diventare eventualmente mio allievo.

Dov’è l’inculata?  Dov’è Thanatos? Dov’è l’eventuale vergogna di essere morto?

Io affermo vitalità pura. I preti ci dicano dove possono nascondere,  ora, il loro piacere anale e pedofilo,  dove la loro vergogna di essere morti e acquiescenti rispetto al potere.

I preti, in deadlock col Poli, hanno una sola via di uscita: essere virtuosi e concentrarsi sulla Resurrezione e non sulla morte per crocifissione.

Una scommessa persa

Il sistema,  per esempio il Poli, ti dà il suo autismo,  cioè il suo odio verso le donne,  da gestire. L’alternativa sembra essere che o come giovane trovi il modo, il trucco,  la conferma che obblighi le femmine a stare sotto oppure sei spazzato via.

Io rifiuto l’alternativa e, tenendo in moto il ciclo del sesso anche in tempi di crisi,  dimostro che amo le donne e che non sono per nulla autistico.  Gli autistici sono i prof inetti, froci e autoreferenziali.

Grassi e magri

“Il Maestro ha un fratello grasso, quello è pazzo, piega il tondino di ferro con i muscoli del collo,  io l’ho visto”. Per motivi di fantasia e di identità,  stante la pigrizia maschile,  comanda la troia yang. E lei si legittima ai danni di un parìa la cui fame non è socialmente legittimata.

È del tutto inutile gridare all’ingiustizia perché prevale la paura che il ciclo del sesso possa fermarsi. Il grasso viene piegato ex ante con la scusa che faccia scappare la fantasia e che blocchi il ciclo del sesso. Quindi la sua fame non è socialmente legittimata.

La soluzione è restare magri, dimostrando che il sistema ha bisogno di te mentre da perfetto magro fai funzionare il ciclo del sesso intorno a te.