Empatia

Monoteismo secondo me vuol dire prima cosa empatia. Ed è fondamentale nella Civiltà. Se infatti il sesso è una pulsione primaria, come ragionavo proprio stasera con un caro amico, se si fa sesso senza empatia, ben presto si va in saturazione e si può arrivare a qualcosa di peggio della pace dei sensi: si può arrivare al rifiuto del sesso stesso.

Io stesso ci sono andato vicino per delusione di rapporti che speravo profondi ma che poi scoprivo che erano solo con dee e in cui mi accorgevo che l’oggetto sessuale che operava anche la legittimazione sociale ero io. Meno male che ho poi incontrato mia moglie.

I Cattolici che gestiscono secondo me la seconda fase freudiana di sviluppo umano, per gestire l’empatia, devono fare ricorso al culto dei santi e sempre secondo il mio personale punto di vista ebraico, confinano pericolosamente con il politeismo. Ma l’essenziale è che funzioni.

Alla dea, nemica giurata di Dio Unico, che rende oggettiva la vergogna, dico che senza Monoteismo e senza empatia si arriva proprio al punto in cui siamo ora, cioè a un disinteresse sempre più diffuso verso il sesso.

Limiti

Dio, anche per proteggerci l’uno dall’altro, può dare a qualcuno il talento e quindi il dono di intuirLo, ma fa sì che mai noi siamo legittimati a sentirci noi stessi Dio.

E la politica, cioè, in senso socratico, i rapporti tra le persone, dovrebbe partire proprio da questo: nessun leader è Dio, nessun gregario deve sentirsi Dio sacrificandosi per la collettività.